mercoledì 28 marzo 2007

Linguaggio e donne

Ho ripreso una mail che mi avevano mandato con "il linguaggio delle Donne" e l'ho modificato come mi pare che effettivamete sia, modificato per cosa veramente si pensa...
Si = Si
No = No
Forse = No
Lascia perdere = non ho voglia di parlarne
Mi dispiace = Capiterà ancora ma sappi che non lo faccio apposta
Abbiamo bisogno = se non ci arrivi tu....te lo dico
Decidi tu = decido sempre io, mi sono stancata
Fai come ti pare = allora non vuoi proprio ascoltarmi...
Dobbiamo parlare = devo parlarti
Non sono arrabbiata = Non sono arrabbiata ma se insisti la situazione potrebbe cambiare…
Certo che stasera sei proprio carino con me = un grazie o un prego sono gratis
Spegni la luce = ho sonno o mal di testa
Questa cucina è così poco pratica = Siamo in troppi
Ho sentito un rumore! = fai l’uomo, vai a vedere
Mi ami? = ho bisogno di conferme
Ho il sedere grosso? = come mi stanno i vestiti?
Devi imparare a comunicare = Se posso ti aiuto, se vuoi....

Colori e donne

Forse non è sempre sbagliato dire che noi Donne siamo complicate, per un colore mille sfumature...

marrone chiaro = sabbia, baje, cachi, caffelatte, marroncino, avana, tabacco
viola chiaro = glicine, lilla, ciclamino
viola scuro = trasù da ciuc, ametista

rosso = cardinale, Magenta, tiziano, sangue, rubino, porpora
arancio = tramonto, ambra
verde chiaro = mare, mela, pisello, acqua, bandiera, menta
verde scuro = smeraldo, bottiglia, marcio, militare, verdone, dollaro
bianco = latte, panna, avorio, bianco sporco
rosa = confetto, antico, rosino, phard
azzurro = cielo, aviazione, carta da zucchero, cyano, turchese
blu = notte, cobalto, elettrico, jeans, oltremare
giallo = titti, canarino, polenta, paglia, oro, grano
grigio = argento, antracite, fumo di Londra, grigino

lunedì 26 marzo 2007

Amore facile


Anime intrecciate da un sottile filo, destino
Corpi che si sono cercati così a lungo, vedendosi,
sfiorandosi con le mani attraverso un vetro.
Ora qui, non più separati
Ma nemmeno insieme
In questa stanza di luce d’ombra
Tu prendi la mia mano e la porti al petto,
ma non al cuore,
ora il cuore deve solo tacere,
Il respiro parlerà per lui e per noi
Caldo come l’emozione, freddo come il tempo
Movimenti leggeri, soavi,
conosciuti,
con te nuovi.
Movimenti rapidi, voluti
Movimenti lenti, cercati
Parole senza senso
Che dicono tutto quello che c’è da sapere…

Non è amore, ma desiderio e ti ho.

Fragile


Fragile cuore sei stato scartato ed ora hai freddo,
Essere fragile capace di amore imperfetto,
Amore perfetto incapace di calore,
Paura, invidia, immobilità…attenuanti.

venerdì 23 marzo 2007

Sguardo di donna


Folta chioma bruna ribelle, complicata l'anima vissuta, saggia, di immagini viste o solo capite, di parole che pesano pur non dette, non udite ... Nel cuore è aperto uno spiraglio perchè un vento sempre nuovo possa soffiare libero, vento che gli anni non conta, che non solleva polveri di sconfitte, ma che veste di coraggio gli errori e procede instancabile verso un'invisibile meta verso una ricerca segreta. In un corpo che il tempo oltrepassa indenne vivo è lo sguardo di donna che scava oltre la pelle, oltre i Profumi e oltre i colori, di quelli che la vita propone come attori.
(Grazie Gin)

giovedì 22 marzo 2007

Al padre che ho

E’ per te questo scritto dopo anni di latitanza emotiva che io ho avuto nei miei confronti, sempre presa da mille altre cose per non soffermarmi a pensare, a te, a mio padre che se ne è andato quando io non avevo ancora un’età, un padre che è tornato e sparito, un padre che si scriveva tale ma che non lo era, perché una figura paterna non può volere risolvere i tuoi “problemi” tramite lettera….

Un padre che se ne è andato da prima fisicamente e geograficamente e poi… un non padre.

Ho attraversato momenti di difficoltà, momenti che ho anche adesso, momenti che hanno cambiato radicalmente il rapporto che io ho con il genere maschile, istanti di vita non vissuta…per paura che qualcun altro se ne andasse…

E chi dice il contrario è falso con se stesso, certe decisioni cambiano la vita, anche se non sono tue disposizioni, e fanno presto a dire che si va avanti, certo, ma solo perché indietro non si può….

Il piccolo principe




In quel momento apparve la volpe."Buon giorno", disse la volpe."Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno."Sono qui", disse la voce, "sotto al melo….""Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…""Sono la volpe", disse la volpe." Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata"."Ah! scusa ", fece il piccolo principe.Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:" Che cosa vuol dire addomesticare?"" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe." Che cosa vuol dire addomesticare?"" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?""No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"" Creare dei legami?"" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…""Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.La volpe sembrò perplessa:" Su un altro pianeta?"" Sì"" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"" No"" Questo mi interessa! E delle galline?"" No"" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.Ma la volpe ritornò alla sua idea:" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:" Per favore …..addomesticami", disse." Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose"." Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe." Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe." In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." Il piccolo principe ritornò l'indomani." Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe." Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti"." Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe." Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe." E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".Così il piccolo principe addomesticò la volpe.E quando l'ora della partenza fu vicina:"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò"." La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"" E' vero", disse la volpe." Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe." Ma allora che ci guadagni?"" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".soggiunse:" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo"."Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse." Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".E le rose erano a disagio." Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe." Addio", disse."Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"." L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo." E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"."E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo." Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.




Antoine de Saint-Exupery

Ho voglia di Te


Per tutto quello che ho immaginato, sognato, desiderato.
Ho voglia di te
Per quello che so e ancora di più per quello che non so.
Ho voglia di te, di tutto di te,
dei tuoi errori, dei tuoi successi, dei tuoi sbagli,
dei tuoi dolori, delle tue semplici incertezze,
dei pensieri che hai avuto,
e di quelli che spero hai dimenticato,
dei pensieri che ancora non hai.
Ho così voglia di te che nulla mi basta….